Il 12 Marzo 2024 il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo alla direttiva sull’efficienza energetica degli edifici (Direttiva case Green).

Un passo ritenuto fondamentale dall’Europa verso la neutralità climatica, da raggiungere entro il 2050, con l’obbiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e il consumo energetico degli edifici, responsabili del 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO2.

 

Entro il 2030

  • Entro il 2030 gli stati membri dovranno ridurre il consumo energetico medio degli edifici residenziali esistenti del 16%, e di almeno il 20-22% entro il 2035.
  • Il 16% degli edifici non residenziali, partendo da quelli con le peggiori prestazioni, dovrà essere ristrutturato.
  • Tutti gli edifici pubblici, e residenziali di nuova costruzione, dovranno essere dotati di impianti solari.

A partire dal 2025 sarà vietata la concessione di sovvenzioni a caldaie autonome a combustibili fossili. Saranno concessi i sistemi ibridi.

La nuova normativa NON si applicherà agli edifici storici.

 

Un po’ di dati sul patrimonio edilizio italiano:

  • Classi F – G 36% 36%
  • Classi B-C-D-E 52% 52%
  • Classi A 12% 12%

Regioni con la più alta percentuale di edifici in classi F/G

  • Molise 62.4% 62.4%
  • Campania 59.1% 59.1%
  • Calabria 58.7% 58.7%
  • Puglia 57.7% 57.7%
  • Sicilia 56.2% 56.2%

Regioni con la più bassa percentuale di edifici in classi F/G

  • Trentino Alto Adige 12.5% 12.5%
  • Valle d’Aosta 14.9% 14.9%
  • Friuli Venezia Giulia 16.9% 16.9%
  • Veneto 18.1% 18.1%
  • Lombardia 19.2% 19.2%

Ma cosa rappresentano, e come si leggono le classi energetiche? 

 

La sigla Ep indica l’indice di Prestazione Energetica. 

La classe Energetica del proprio edificio è data dunque dal rapporto tra l’Ep proprio dell’edificio, e l’Ep dell’edificio di riferimento.